Il contributo, volto ad analizzare l’e"ettiva esistenza di una relazione privilegiata tra divinità ‘orientali’ e devoti di rango
militare, propone come caso di studio quello di una dedica di un bene!ciarius consularis della Legio X Gemina alla Dea Coryphea
sive Caelestis Augusta. L’iscrizione proviene da Neviodunum ed è datata al 232 d.C.: l’analisi testuale e contestuale ha permesso
di proporre alcune ipotesi circa le competenze e le qualità della dea africana, la natura della dedica e i possibili luoghi di culto
idonei ad ospitarla.