Viene qui ricordato, da parte del figlio Lucio, Giovanni Torelli, matematico italiano morto trent’anni fa. Viene in luce la figura del matematico e del docente appassionato, ma soprattutto il desiderio e la capacità di Giovanni di entrare in relazione con l’altro, collega o studente che fosse. Questa reciprocità di relazione con l’altro è diventata la base per il suo stile di insegnamento e per un lavoro di ricerca interdisciplinare.