The paper discusses Andrea Moro’s book entitled I confini di Babele. Il cervello e il mistero delle lingue impossibili (The Boundaries of Babel. The Brain and the Enigma of Impossible Languages), published in its second edition in 2015 by Il Mulino. The book represents a lucid introduction to a biolinguistics perspective, enriched by Moro’s pioneering researches. Moro in his book shows the existence of (a) a neural network selectively dedicated to the processing of syntactic data and (b) boundaries biologically determined and imposed to a linguistic variation. Thus, he argues for the legitimacy of an interdisciplinary approach to the study of language, bringing some evidence for an empirical foundation of biolinguistics. La presente lettura critica discute il testo di Andrea Moro, I confini di Babele. Il cervello e il mistero delle lingue impossibili, pubblicato in seconda edizione nel 2015 per Il Mulino. Il testo rappresenta una lucida introduzione alla prospettiva biolinguistica, arricchito delle pionieristiche ricerche condotte dall’autore. Mostrando l’esistenza di una rete neurale selettivamente dedicata all’elaborazione di dati di tipo sintattico e di limiti biologicamente determinati imposti alla variazione linguistica, Moro argomenta a favore della legittimità di un approccio interdisciplinare allo studio del linguaggio, apportando delle prove in favore di una fondazione empirica della biolinguistica.