L’immagine non è solo un oggetto dell’indagine teorica ed estetica. Essa costituisce il trascendentale, l’inaggirabile condizione genetica di possibilità del pensiero e dell’essere. Questa è la tesi di Johann Gottlieb Fichte, che comprese l’immagine come ‘concetto assoluto’ e potente forza di configurazione dell’esperienza: una proposta teorica che, nell’epoca dell’iconic turn, risulta particolarmente avvincente sotto il profilo filosofico. La prima parte del volume discute la logica fichtiana dell’immagine articolandone le proprietà: autoriflessività, ricorsività, creatività. La seconda studia il dispositivo argomentativo di cui l’immagine è ‘motore’: l’esibizione performativa della coerenza strutturale tra ciò che la filosofia dice e ciò che essa fa.