Nel complesso contesto socio-politico somalo, gli edifici storici ubicati prin¬cipalmente a Mogadiscio e nelle città costiere – come Merca, Brava e Chisimaio –, sono stati sovente oggetto di distruzione e sembrerebbe che, anche per il futuro, siano destinati a costituire potenziali elementi di conflitto tra i vari clan. Sul fronte del patrimonio si affaccia dunque un secolare problema culturale collegato soprattutto alle differenze fra tradizione no¬madica di alcuni clan, più inclini alla conservazione di conoscenze collegate con il paesaggio, con i fattori naturali, i materiali locali e le vocazioni del territorio (patrimonio immateriale), e tradizione di sedentarietàdi altri clan, decisamente più propensi nei confronti della tutela dell’ambiente urbano e dei suoi edifici monumentali (patrimonio costruito). Impossibile, se non anacronistico, far prevalere l’una o l’altra tendenza dal momento che l’unica strada percorribile – anche in funzione di un’ipotesi di pacificazione tra le varie fazioni politiche che esercitano attualmente il potere –, resta quella di mettere in dialogo le varie istanze che caratterizzano tali tradizioni al fine di costruire un capitale culturale comune da trasmettere ai somali di domani.