Le recenti analisi condotte dalla Corte dei Conti sul cosiddetto «8 per mille», che in gran parte va ormai a finanziare il patrimonio e le attività della Chiesa cattolica, e solo in misura minorita- ria il personale ecclesiastico, hanno avuto il merito di accendere i riflettori su di un meccanismo in cui si annidano molte iniquità e contraddizioni. Le «imposte di scopo», categoria in cui può essere inquadrato il gettito IRPEF dell’8 per mille, rischiano infatti di produrre distorsioni e inefficienze allocative, soprattutto nei casi - come quello in esame - in cui la continua crescita del gettito si dimostra sovrabbondante rispetto agli obiettivi e all’effettiva spesa da finanziare.