Si propone una disamina delle dibattute questioni dell’attribuzione, della tipologia testuale e della
destinazione della cosiddetta <i>mulieris oratio</i> del papiro Didot (P. Louvre 7171+7172), edita da Kassel e Austin
come <i>adesp. com.</i> fr. 1000. Si intende confutare l’ipotesi, in parte formulata in passato e più di recente ripresa
e rielaborata, che il frammento sia un esercizio scolastico di composizione poetica, in particolare ispirato alla
<i>rhesis</i> di Panfile negli <i>Epitrepontes</i> di Menandro (vv. 799-835). L’argomentazione distingue il piano della
composizione del passo da quello della sua ricezione nel papiro e include sia un’analisi letteraria e stilistica
del testo che osservazioni sulla ricezione scolastica antica della letteratura drammatica e di Menandro in
particolare. La posizione che si sostiene sulla paternità del frammento è che sia opera di un poeta della
Commedia Nuova.