Per chi conosce il profilo scientifico di Kanizsa, la sua opera pittorica riveste un significato particolare. Kanizsa fu un magistrale interprete della teoria della Gestalt, determinato sia nel difenderne l’ortodossia sia nel metterne alla prova la tenuta. Lo affascinava l’ipotesi che la percezione – il mondo come appare – possa essere il risultato finale di un processo di auto-organizzazione.
Ma Kanizsa era anche sospettoso e consapevole della difficoltà di dimostrare la validità di tale idea gestaltista. Nella pratica artistica si impegnò allora in un gioco assai serio: far crescere una totalità attraverso la ripetizione di tracce inizialmente lasciate quasi per caso. Questi sono stati i temi affrontati durante l'incontro con Walter Gerbino.