La letteratura sul collezionismo artistico veneziano del Settecento ha sinora privilegiato temi e figure specifiche, che costituiscono le vette emergenti di un fenomeno molto più articolato e complesso. Attraverso una selezione ragionata di nuove fonti – documentarie e a stampa – e un diverso approccio sul piano interpretativo, il saggio propone una ricostruzione dell’evoluzione e della varietà delle forme del collezionismo d’arte nel periodo esaminato, partendo da una discussione sulla tipologia delle fonti e sulla storiografia precedente, per poi passare a considerare una serie di tematiche entro le quali sono calate le vicende individuali dei raccoglitori: il rapporto intercorso fra collezionismo e produzione artistica coeva, la figura dell’artista collezionista, la fortuna dei primitivi così come si è sviluppata nell’intreccio tra storiografia e commercio artistico, il collezionismo grafico – nel quale Venezia viene ad occupare una posizione rilevante in una rete internazionale insieme a Parigi e Londra -, gli spazi del collezionismo, i primi passaggi dal collezionismo privato al museo pubblico con la caduta della Repubblica nel 1797.