In questo contributo viene presa in considerazione la breve parentesi a carattere esegetico
inserita da Alcimo Avito nei v. 488-509 del de diluvio mundi, tentando di proporre una lettura
che tenga conto della pluralità di modelli e intertesti utilizzati dal poeta. Le note di commento
si concentrano sulla prima parte della digressione privilegiando l’analisi dei v. 488-501 e in sede
conclusiva ci si sofferma sulla presenza di un’eco marzialiana che si rintraccia al v. 499.