Questo contributo ha due scopi. Il primo è presentare alcune riflessioni su un certo tipo di turismo, spesso ricondotto a filoni come quello del turismo sostenibile o a quello di sviluppo più recente e di nicchia di slow tourism, un turismo cioè orientato maggiormente alla conoscenza delle persone e delle realtà sociali e culturali, piuttosto che alla superficiale visita di luoghi. Un secondo scopo è quello di mostrare come la cartografia possa essere usata a supporto della scelta, ma anche della “costruzione” e successiva “narrazione” di un’esperienza di viaggio del tipo sopraindicato. Nel caso specifico, si sono prese in considerazione alcune strade secondarie (strade blu americane) rispetto a direttrici principali (ad alta percorrenza) per costruire itinerari alternativi alle proposte del turismo di massa. Ciò ha permesso inoltre di acquisire informazioni relative alle trasformazioni territoriali avvenute nel tempo nei luoghi attraversati da quei percorsi. Infine si è potuto apprezzare come il valore didascalico e descrittivo delle carte spesso si sposi armoniosamente con l’intento narrativo della letteratura di viaggio in senso lato.