La poesia di Gozzano ha una forte dimensione narrativa, visiva e quasi cinematografica. Già nella "Via del rifugio" il gioco tra diverse prospettive, voci e inquadrature produce uno slittamento continuo di registro: dalla tradizione alta a quella popolare, dalla prospettiva realistica a quella favolistica o onirica. Ma l’ironia intertestuale non esaurisce la tematica gozzaniana, che nel rapporto con la meditazione leopardiana trova uno dei cardini fondamentali della propria antropologia post-moderna, collegata alla tradizione novecentesca dell’inetto e al rifiuto di ogni occidentale volontà di potenza.