La cultura è un processo che propone un sapere utile al mantenimento e allo
sviluppo di gruppi sociali ed antropologici diversi. In questo saggio analizzo il
romanzo italiano tra il primo Ottocento e la metà del Novecento, segnalando le
differenze tra quello nato in una cultura agraria e quello nato in una cultura marinara.
In quest’ultimo ambito, attraverso i testi di Foscolo, Tommaseo, D’Annunzio,
Svevo, Pirandello, Vittorini e Calvino, evidenzio i sistemi simbolici a partire
dai quali gli autori pescano le loro trame narrative. Prendendo in considerazione
le tre tappe fondamentali dell’avventura umana, nascita, riproduzione, morte, si
può constatare come gli scrittori di mare, pur in modi storicamente diversi, utilizzino
figure identiche, così come molto simili sono le strategie economiche, le
ideologie politiche, le delimitazioni del sapere e della morale attivate e perseguite
da chi nel suo specifico microcosmo si è formato.