In questo contributo si tenta di far dialogare la riflessione di Pietro Ellero in tema di pena capitale – come è noto di fondamentale rilevanza nei suoi studi –, con la passione civile e politica in senso abolizionista che la contraddistinse, con uno dei temi più controversi della attuale discussione pubblica, prima ancora che scientifica, in materia politico-criminale: quello della giustificabilità della pena perpetua e in particolare, con riferimento al nostro specifico ordinamento giuridico, della sua forma più inflessibile e severa rappresentata dall’ergastolo c.d. ostativo.