Quando osserviamo un paesaggio già lo ‘pratichiamo’. E, allo stesso modo, quando lo pratichiamo lo osserviamo. Il rapporto che instauriamo è di tipo
negoziale, con una disparità informativa (o di competenza) tra le parti. Possiamo avere più o meno capacità di lettura e quindi il paesaggio ha più
o meno informazioni da trasmetterci. Un’impronta lasciata da un animale su un sentiero può esserci indifferente o addirittura non essere nemmeno notata,
ma allo stesso tempo può suscitare curiosità e farci pensare: «chissà che animale è passato» o, addirittura, può indurci ad affermare: «accidenti,
è passata una volpe, eppure siamo a poche centinaia di metri dalla città». È un ventaglio di possibilità che il ricco palinsesto paesaggistico ci pone
davanti e la sua lettura varia non solo in base alle nostre competenze ma anche in base alla specifica sensibilità che abbiamo sviluppato per le più
disparate ragioni personali.