Nel dibattito contemporaneo, la cosiddetta “legge di Hume” ha prodotto una separazione tra fatti e valori che ha reso problematica la fondazione della normatività etica. Il contributo, in dialogo con Alasdair MacIntyre, affronta questa difficoltà attraverso la riconsiderazione dell’a. 2 della q. 94 della I-IIae della Summa Theologiae di Tommaso d’Aquino, mostrando che le inclinazioni naturali costituiscono il punto di mediazione tra la dimensione oggettiva della natura umana e la prospettiva in prima persona dell’agente, offrendo così un criterio normativo per valutare le pratiche storicamente situate.
<br/>In the contemporary debate, the so-called “Hume’s law” has led to a separation between facts and values, which has made it difficult to establish the foundation of ethical normativity. This paper, in dialogue with Alasdair MacIntyre, addresses this difficulty through the reconsideration of a. 2 of q. 94 of part I-IIae of Thomas Aquinas’s Summa Theologiae, showing that natural inclinations constitute the point of mediation between the objective dimension of human nature and the agent’s first-person perspective, thereby offering a normative criterion for evaluating historically situated practices.