Nello scarto tra la consolidata tradizione vedutistica e l’approccio icnografico adottato da Giambattista Nolli risiede la fondamentale novità –e a suo discapito, il significativo fallimento economico– dell’impresa della Pianta di Roma, completata nel 1748. Come messo in luce da Costantino Dardi, al di là dell’indiscutibile qualità dell’incisione e della precisione e sistematicità delle campagne di rilievo condotte sotto la guida dell’agrimensore e architetto comasco, Nolli ha operato un processo di selezione e riduzione che in prima battuta rinuncia ad elaborare un’interpretazione della città, un'operazione ancora oggi di straordinaria attualità.