Il saggio, nel contesto di una serie di studi sul significato del lavoro e della remunerazione, riprende la nota parabola evangelica della compensazione dei lavoratori riportata in Matteo 20,1-16 e alcuni dei commenti già circolanti nella letteratura antica (ad es. di Giovanni Crisostomo) ed evidenzia alcune delle implicazioni antropologiche e morali connesse all’istituzione di rapporti e accordi di lavoro. In particolare si notano le diverse modalità di relazione tra le persone coinvolte in un rapporto asimmetrico, come risulta dalla stessa parabola essere quello tra datore di lavoro/committente e dipendente/prestatore d’opera.