L’articolo esplora un’area di confine tra educazione linguistica ed educazione musicale, proponendo attività che valorizzano una vocalità primaria, non necessariamente semantica, come terreno propedeutico alla poesia e alla musica. Muovendo dalle Nuove Indicazioni Nazionali (primo ciclo), l’autore osserva che l’insegnamento dell’italiano tende a privilegiare chiarezza, grammatica e razionalità, mentre le sezioni dedicate alla musica aprono esplicitamente a pratiche corporee, improvvisative e cooperative. In questo spazio educativo la vocalità glossolalica—fatta di lallazioni, fonemi, suoni, ritmo—diventa un controbilanciamento a un eccesso di astrazione, integrando e arricchendo l’educazione linguistica.
Il quadro teorico intreccia musicologia, filosofia del linguaggio e pratiche poetiche.
La proposta didattica si concretizza in un percorso di cinque giochi progressivi.