Senza una quotidiana disponibilità di acqua potabile è fortemente compromessa la dignità del vivere delle persone. È infatti dall’accesso diffuso e di qualità ai servizi di captazione e fornitura dell’acqua, a quelli di fognatura e di depurazione delle acque reflue, che dipende una rilevante porzione del benessere dei cittadini. Per molto tempo l’infrastrutturazione e la gestione delle reti materiali che hanno con- sentito il consumo sociale del bene acqua e dei relativi servizi essenziali è dipeso dalla sfera pubblica. Ma la fornitura di beni e servizi fondamentali è una posta in gioco di grande valore, perennemente contesa da interessi potenti spesso coadiuvati da classi politiche compiacenti. Ecco che anche in Italia, pur in ritardo rispetto agli altri paesi europei, si è sviluppato un forte e trasversale interesse di una gran parte della classe politica e degli attori economici del settore per la trasformazione della gestione del servizio di distribuzione dell’acqua in senso privatistico: l’acqua, da bene comune, sarebbe diventata merce