Lo studio scientifico delle cavità naturali, al pari delle osservazioni
sui fenomeni carsici, comincia a svilupparsi in Italia
in tempi relativamente recenti, vale a dire nel corso del XIX
secolo, anche se non mancarono in precedenza esempi di
serie ricerche, stimolate da finalità idrologiche e condotte
da eminenti studiosi. L’interesse per le cavità naturali fu
anche motivato da interessi paleontologici, specialmente
nei riguardi delle “grotte o caverne ossifere”. L’inserimento
di tali ricerche nell’ambito delle scienze naturali si colloca
solo nella seconda metà dell’800, in concomitanza con il
graduale organizzarsi di società scientifiche e con il periodico
svolgimento di specifiche riunioni congressuali.
Rispetto ad altri paesi europei, come la Francia e l’Inghilterra,
il nostro Paese, anche a causa della sua frammentazione
politica conclusasi 150 anni or sono, si mosse con
un certo ritardo che, però, negli ultimi quattro decenni del
XIX secolo venne rapidamente colmato.
Nel presente contributo vengono esaminate le vicende
che caratterizzarono il dibattito scientifico nella seconda
metà dell’800 e nel primo cinquantennio dell’unità nazionale,
ambedue accompagnati dalla fondazione delle principali
società scientifiche di ambito geografico-naturalistico
nonché di associazioni alpinistiche ed escursionistiche. In
particolare si ricordano le iniziative prese in occasione
delle numerose manifestazioni congressuali, ma anche
nell’ambito della crescente editoria scientifica, che gradualmente
porteranno ad una sistematizzazione delle tematiche
speleologiche e carsologiche.