Anna-Maria Totomanova scrive di due Santi che vissero nel nono secolo d.C., Cirillo e Metodio, che vengono considerati i patroni di tutte le popolazioni slave. I Bulgari, rappresentano la patria della scrittura cirillo-metodiana e grazie agli interventi dei sovrani Boris e Simeon, nel decimo secolo, la lingua bulgara antica si trasforma nello slavo ecclesiastico. Esso continuava ad avere una certa somiglianza con la lingua antica cirillo-metodiana e divenne una lingua letteraria comune per tutti gli Slavi. Quella russa infatti, è considerata la lingua erede di quella slava ecclesiastica. Lo slavo ecclesiastico aveva un carattere sovranazionale e internazionale, tanto che pure oggi ha mantenuto un’importante influenza sui dialetti popolari slavi e nel corso della storia c’è stata un’interazione intensa tra la lingua letteraria slava antica e moderna.