Presenza costante nella poesia di Umberto Saba, il mare è luogo privilegiato della sua memoria individuale e letteraria, un ambiente nel quale il mito classico e in particolare le figure di Omero e di Ulisse si intrecciano col vissuto del poeta; il contributo intende indagare le caratteristiche di tale presenza in 'Grado' e 'Barcarola', ora nel ‘Canzoniere apocrifo’, mettendole in relazione con altri 'loci' dell’opera sabiana, nei quali emerga l’andar per mare come occasione di relazione con l’altro e di conoscenza di sé.