L'atteggiamento di Spirito nei confronti dei Patti lateranensi, quale è dato evidenziare
attraverso una "rivisitazione" puntuale dei suoi scritti in materia, è sempre stato
di severa critica sia per la soluzione giuridica adottata per risolvere i contrasti esistenti
tra lo Stato e la Chiesa, risalenti addirittura alla Questione romana, e sia per la sua
attuazione in un periodo di indubbio disorientamento culturale. Egli sosteneva che la mentalità dominante della classe dirigente e
della classe colta ai primi del secolo era caratterizzata dal positivismo, dal libero pensiero,
dall'anticlericalismo, dalla scuola neutra e da tutte quelle altre ideologie che scaturivano
dalla fede dommatica in una scienza elevata a divinità.