Il testo propone una lettura della profonda trasformazione culturale in corso, a partire dal mutamento della percezione dello spazio relativa alla velocizzazione dei trasporti e delle comunicazioni. Lo spunto è dato dall’appello lanciato da G. Anders contro i pericoli dell’era atomica: ora le condizioni sono mutate ma i rischi restano. Il loro annuncio non vuole però ridursi ad allarmismo, quanto piuttosto segnalare la condizione di necessario cambiamento come espressione della capacità tecnologica raggiunta e della coscienza inedita delle connessioni tra uso delle risorse energetiche e vita. Al soggetto umano, in quanto ragione incarnata, è affidato il compito di rifondare rapporti creativi con l’energia di cui dispone per vivere.