Il contributo analizza alcuni significativi esempi di narrazioni di viaggio, relative a Ferrara e al suo territorio di Ferrara, negli anni Trenta del Novecento, o nelle sue immediate prossimità. Il ritratto di Ferrara e della Bassa, nei racconti di Bacchelli, Ojetti, Alvaro, oltre che di Comisso (più distanziato, nel tempo, oltre che eccentrico, nel gusto), appare condizionato dalla spiccata caratterizzazione della città estense, nella letteratura e nell'arte a cavallo di Otto e Novecento: di città-morta, da un lato, e di città metafisica, dall'altro.