A partire dai risultati di uno studio sull’offerta eno-gastronomica dell’altopiano carsico che si estende sull’area di confine italo-slovena e, più specificatamente, sulla sostenibilità e sui criteri di applicazione di un turismo lento da parte degli operatori della ristorazione, il contributo esplora la propensione di questa realtà a orientarsi verso modelli di sostenibilità, necessari per uno sviluppo in linea con le nuove richieste ed esigenze sociali (significati attribuiti al cibo), economiche (promozione di un turismo soft) e ambientali (tutela della biodiversità). Il modello di sostenibilità illustrato opera su tre dimensioni: la filiera corta e la biodiversità locale; lo slow tourism applicato all’enogastronomia sostenibile; la governance reticolare e la progettazione territoriale integrata. Con riferimento alla realtà studiata, il modello invita a promuovere una governance territoriale più collaborativa, investire sulla comunicazione digitale e sensibilizzare la comunità locale verso una visione turistica condivisa orientata alla sostenibilità.