Per H. Arendt i temi della gratuità del male, della sua insondabilità, del nesso stretto tra violenza e
potere sono fondamentali in On Revolution (1963) e On Violence (1969). In particolare, nel saggio sulla rivoluzione i temi del potere e della violenza s’intrecciano in modo dinamico, proprio perché nella
rivoluzione l’uso della violenza e del potere genera cambiamenti e “movimento” da uno stato all’altro. Inoltre, in connessione con le questioni della stabilità politica e della democratizzazione, lo scoppio di una rivoluzione e l’impiego della violenza sono la prova che la struttura di potere esistente si sta sgretolando. Il processo rivoluzionario destabilizza la struttura di potere e successivamente ne genera una nuova, per cui nel processo rivoluzionario si può tracciare il ciclo fondamentale della politica: fondazione, crisi e rifondazione della struttura di potere. L'articolo analizza il contributo di Hannah Arendt alla comprensione di questi fenomeni.