Opzioni
Abstract
Per Dardi gli schemi a bande non regolano più semplicemente la
giacitura, fanno emergere gli strati della storia dell’uomo come
reperti archeologici, estraggono la forma della terra, la topografia
del suolo, e gli edifici, le cerniere, i recinti, i solidi primari, vi
galleggiano sopra, secondo il pavilion system, appunto lungo fasce
binarie, quando diventano vere e proprie trincee di scavo. Infatti le
configurazioni a bande, usate da Dardi come scavo archeologico
(ad esempio nel progetto Gernika o in quello per la Valle del
Faul), «per via di levare»50, fanno apparire o sparire il contesto e il
progetto, rideterminando così inedite porzioni dell’esistente in infiniti
tasselli che integrano tutto (sono loro il nuovo), che instaurano
nuove misure e nuove relazioni (vicino lontano) tra preesistenze e
nuove architetture, ormai non più distinguibili, perché lo scavo, la
configurazione, ha rimescolato gli strati in tasselli... ed è diventato
tutto progetto. La “scelta configurazionale” non è più generatrice di
tipi, ma di segni, segni che determinano figure, e le figure sono, non
solo per Dardi, significati, senso, «retorica del simbolo, eloquenza
del segno»51, ... parole di un nuovo linguaggio. Così, come nel Canto/
Controcanto Dardi-Paolini di cui ci parla Filiberto Menna, la tassellatura
è diventata un’opera aperta, la matrice di un grande disegno culturale.
Diritti
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