Il contributo prende in esame alcune delle pagine che Celso Macor (1925- 1998) ha dedicato alla conoscenza del mondo culturale sloveno e al dialogo con esso. Il giornalista e poeta goriziano è stato infatti uno degli autori friulani che più hanno vissuto la terra di confine come impegnativa metafora dell’esistenza umana. Dopo i nazionalismi dell’Ottocento e i conflitti del Novecento, la fase della ricomposizione delle ferite ha visto Macor impegnarsi in prima persona e in modo pienamente cosciente per favorire il dialogo e ricostruire la fraternità. L’attenzione che lo scrittore ha continuamente riservato al popolo sloveno ha riguardato tutti gli ambiti nei quali si è articolata la sua multiforme attività.