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RIVISTA GIURIDICA DELL'EDILIZIA
Abstract
End of Waste è tradotto con cessazione della qualifica di rifiuto. Si tratta di
un rifiuto che, attraverso un processo adeguato, diventa non più dannoso per
l’ambiente e ritrova un valore nel mercato, trasformandosi in una nuova risorsa.
Considerare l’End of Waste solo come una definizione statica non rende pienamente
l’idea del suo significato. Il termine evidenzia il processo che permette
questa trasformazione, più che il risultato ottenuto.
La transizione da rifiuto a prodotto è in costante regolazione, spesso non del
tutto soddisfacente. Non è affatto semplice stabilire le tipologie di materiali e i
criteri specifici che i materiali devono soddisfare per essere considerati End of
Waste.
Il settore delle costruzioni e demolizioni, infatti, è un importante produttore
di rifiuti speciali non pericolosi. La gestione dei residui derivanti dalla costruzione
e demolizione ha sempre rappresentato un’area di particolare complessità. Questimateriali, spesso visti come “rifiuti”, devono essere trattati con cura non solo per
le implicazioni ambientali, ma anche per le potenziali ricadute economiche e
sociali. Tradizionalmente, in questo campo, si assiste ad un incrocio di interessi
spesso opposti. Da un lato, vi sono le esigenze dell’industria edilizia che tende a
cercare soluzioni pratiche ed economicamente vantaggiose per smaltire questi
materiali. Dall’altro, la necessità di proteggere l’ambiente e garantire la sostenibilità
porta a richieste di rigorose regolamentazioni e processi di riciclaggio o
riutilizzo.L’evoluzione normativa e giurisprudenziale ha, nel corso degli anni,
focalizzato la sua attenzione sull’analisi e la definizione dei dettagli più importanti
di questo procedimento di autorizzazione, che ha natura essenzialmente amministrativa.
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