L’Italia ha scelto di affidare la regolazione economica del servizio di gestione dei rifiuti urbani (SGRU) a un’Autorità indipendente (ARERA), che ha competenza in modo particolare sulla determinazione dei corrispettivi spettanti ai gestori delle diverse fasi di cui il servizio si compone. In questo articolo si discutono le ragioni di questa scelta, che l’autore riconduce ai fallimenti di mercato conseguenti all’evoluzione del regime istituzionale, da un modello di «economia lineare» a uno di «economia circolare». L’emergere di evidenti situazioni di potere di mercato si accompagna con l’esigenza di garantire l’equilibrio economico-finanziario ai soggetti gravati di obblighi di servizio pubblico, che in questo settore discendono dalla volontà politica di affermare obiettivi sfidanti e tra loro in potenziale conflitto. L’articolo esamina poi l’esperienza maturata sin qui dalla regolazione ARERA, valutando i risultati raggiunti e alcune criticità.