La Guida della Carsia Giulia disegna la Trieste tra le due guerre segnalando le ossessioni identitarie che caratterizzarono vita e auto-rappresentazioni del gruppo dirigente. Gustavo Cumin non sembra per nulla “geografo che scrive dopo aver visto”, interpreta piuttosto le passioni del nazionalismo italiano anche quando constata i pochi vantaggi della “redenzione”.