Si potrebbe dire che il tema di questo saggio è stato affrontato e risolto (almeno a livello di percezione poetica) da Calvino nelle Città invisibili. Dopo il suo magistero resta solamente da rileggere, da commentare, da interpretare i sottili fili che tengono unita questa mirabile raccolta di rapsodie. Per non cadere nell’ovvio dunque ci piace fare un riferimento al Manzoni maggiore.
Il più bell’esempio di backstage paesistico-culturale a nostro avviso si trova nella fuga di Renzo da Milano verso il confine dell’Adda. Vi è l’esigenza di tenersi dietro le quinte, abbandonando la facile strada di Bergamo, e il facile ponte di Trezzo d’Adda, fin troppo ben presidiato.
Itinerari paralleli, ma quasi sconosciuti, e l’avvicinamento finale al fiume fatto ad orecchio, sentendo il rumore lontano delle acque tra le sodaglie. In quanti film abbiamo rivissuto sensazioni analoghe, quanto diviene estranea e pur vicina la realtà di chi fugge di nascosto!