È il tentativo di coprire campi operativi ancora poco esplorati, concentrando l’attenzione sulla riqualificazione degli spazi del vivere quotidiano e cogliendo l’opportunità di costruire inedite sinergie con i programmi in essere, ad avere guidato l’organizzazione a Trieste, nel 2007, del Laboratorio di quartiere Abitare Valmaura. Un grande complesso di edilizia pubblica realizzato agli inizi degli anni ’80 in un’area di ‘margine interno’ della città, prossima alla strada sopraelevata che ne solca il settore sud-orientale e a un grande impianto industriale ancora in funzione. Inquadrandosi nella ricerca di interesse nazionale La “città pubblica” come laboratorio di progettualità. Linee guida per la riqualificazione sostenibile delle periferie urbane, il Laboratorio si è dato come un’opportunità per riflettere sulla possibilità di riplasmare gli spazi esterni a partire dalle esigenze ‘ordinarie’ di chi qui risiede e opera. Questo attraverso l’organizzazione di eventi mirati a mettere in tensione le sensibilità di una pluralità di soggetti: abitanti, artiste triestine aderenti al Gruppo 78, ricercatori e studenti della Facoltà di Architettura di Trieste, operatori istituzionali attivi nell’ambito dei programmi Habitat e Microaree, studenti genitori e professori di una scuola media posta nelle vicinanze del quartiere.