Né analizzando la carta geografica, né studiando le fonti, né storia e sociologia, si riesce a capire bene perché la guerra in Bosnia si ripresenti così spesso e a intervalli quasi regolari – circa ogni seconda generazione -, come se dopo una generazione la gente si dimenticasse che cosa la guerra significhi. Forse perché la regione tra i fiumi Una, Neretva e Drava rappresenta la classica area cuscinetto senza importanza (o con troppa importanza), o al contrario perché è una frontiera strategica (ma per chi?); forse perché è una periferia remota – seppure al centro dell’Europa! - in cui non c’è nulla di così importante, che non si possa distruggere senza scrupoli; o forse perché è la frontiera in cui le potenze si fanno una guerra che altrove sarebbe troppo costosa – in termini di distruzioni, rischio di perdere risorse ecc.