Il lavoro considera le modalità di ricezione del corpus epistolare frontoniano nella Tarda Antichità e in particolare in Ausonio e Simmaco. Negli ultimi decenni del IV secolo la figura di Marco Aurelio gode di grande fortuna in quanto incarna un ideale di potere positivo da riprendere e emulare. In questo contesto l’appropriazione della produzione del suo amato maestro Frontone non si limita alla ripresa di termini arcaici ma agisce a livello più profondo, influenzando la concezione che Ausonio e Simmaco hanno della prassi epistolare nonché la loro la strategia di autorappresentazione.