Il presente contributo espone i risultati di un progetto di ricerca, cofinanziato tra il CIST (Centro Interuniversitario di Scienze del Territorio) e il SITA (Servizio Informativo Territoriale e Ambientale) della Regione Toscana, finalizzato alla georeferenziazione degli opifici presenti sul territorio toscano nella prima metà del XIX secolo. L’obiettivo principale di questa indagine è stata la creazione di un database geografico, realizzato attraverso l’impiego di sistemi informativi geografici (GIS), di tutte le manifatture (oltre 15.000 strutture per un’area di poco meno di 23.000 chilometri quadrati) alla data di attivazione dei catasti preunitari della Toscana (Catasto Generale della Toscana, Catasto Borbonico e Catasto Estense). La georeferenziazione di ciascuna “fabbrica”, collocata nella sua posizione originale e sovrapposta agli attuali livelli amministrativi, ha inoltre permesso di produrre mappe di densità e soprattutto di effettuare analisi statistiche sul numero, la tipologia, la distribuzione spaziale delle manifatture stesse e tra queste e le reti idrografiche e di comunicazione. Il ricorso a strumenti di geostatistica e l’intersezione tra il Modello Digitale del Terreno (DTM) e il livello informativo delle manifatture ha inoltre consentito di determinare l’altimetria e la pendenza di ogni punto, ma anche, grazie alla creazione di una autocorrelazione spaziale positiva dei dati, l’individuazione delle aree di specializzazione produttiva e conseguentemente di antropizzazione di questi territori.
La pubblicazione di questa banca dati online, il più grande geodatabase dedicato alle manifatture storiche ad oggi esistente, sul portale cartografico della Regione Toscana attraverso un WebGIS dedicato è stata l’ultima tappa di una ricerca che, tanto per il numero quanto per la densità degli “opifici”, risulta essere uno straordinario esempio di sintesi tra ricerca geostorica e utilizzo di nuove tecnologie.