Il <em>Lessico</em> di Fozio attesta la menzione di Nesti, una presunta dea siciliana, in una commedia di Alessi (fr. 323 K.-A.). Quasi certamente questa Nesti è la stessa a cui si fa riferimento come simbolo dell’acqua, uno dei quattro elementi, in due frammenti di Empedocle (6 e 96 D.-K.). Sono stati fatti differenti tentativi, antichi e moderni, per rintracciare le origini del suo nome e spiegare il suo ruolo: è una supposizione ragionevole che Nesti sia stata una dea locale connessa a qualche culto delle acque, che fu successivamente identificata in Persefone. Non possiamo determinare se Alessi le abbia dato un ruolo (più o meno attivo) oppure abbia semplicemente menzionato il suo nome, forse in un gioco di parole, né ci sono prove che Alessi abbia ricordato Nesti nel quadro di una parodia di Empedocle, la cui vita e la cui dottrina potevano certamente offrire del materiale a un commediografo. Sebbene i dati siano discutibili, non può essere scartata la possibilità che il culto di Nesti fosse praticato sia ad Agrigento che a Turi.