La filosofia sembra oggi chiamata, al di là delle sue pratiche istituzionali, a un compito antico e quasi anacronistico: quello di affiancarsi alle terapie del disagio diffuso, anzi di sostituirle con un rapporto non medicalizzato e dunque non terapeutico. ma cosa potrà significare in questo caso "cura", e ci sarà davvero uno spazio sociale per questa pratica filosofica?