Il presente contributo si propone di indagare la memoria postuma di Augusto nelle immagini dalla sua morte e consecratio fino al III secolo d.C. Vengono esaminate le nuove statue raffiguranti il Divus Augustus, i ritratti imperiali che, avendo subito la damnatio memoriae, furono rielaborati come (Divus) Augustus, e le antiche immagini di Augusto ricollocate in nuovi monumenti. Le migliori testimonianze disponibili appartengono ai gruppi familiari giulio-claudii. Successivamente, la fine della dinastia trasformò il rapporto con le immagini di Augusto, perché gli imperatori regnanti, in cerca di legittimità politica, potevano riferirsi a lui solo come primo imperatore e non come antenato. Nel corso del II secolo Augusto fece parte della memoria civica di città greche come Efeso e Perge. Le testimonianze più tarde risalgono al III secolo d.C. e appartengono al culto dei Divi, la cui serie iniziò con lo stesso Augusto per riassumere la gloriosa storia di Roma in un tempo di crisi.