Gaetano Kanizsa, psicologo, professore e artista della percezione, ci suggerisce che per la nostra tendenza organizzativa innata non riusciamo a percepire una figura senza uno sfondo, è per questo che per "vedere" davvero abbiamo bisogno di un contrasto, di qualcosa d’altro che sia alle spalle della figura stessa.
L’idea di Kanizsa è diventata così un gioco teatrale: per vedere noi stessi abbiamo bisogno dell’altro, di qualcuno diverso da noi, che sia contemporaneamente la risposta e la domanda. Ed ecco che nasce un dialogo, illusorio e inventato, tra Kanizsa e il suo Maestro.
In un gioco di specchi che si riflettono il professore è nello stesso tempo allievo, e il vero allievo si incontra solo alla fine, quando il gioco percettivo è svelato.