Il contributo focalizza l’attenzione sullo scenario offerto dalla presenza delle Centrali idroelettriche nell’ambito territoriale del Friuli Venezia Giulia e in particolare quello della Val Cellina. La ricerca parte da un’analisi del contesto, dell’evoluzione sociale, economica e paesaggistica, in correlazione all’utilizzo dell’energia elettrica. La rivoluzione tecnologica rappresentata dallo sfruttamento dell’acqua per la produzione di elettricità ha portato all’edificazione di questi particolari manufatti, nello specifico nel periodo storico a cavallo tra ‘800 e ‘900, che con le loro diverse realtà strutturali, tecniche, architettonico-ingegneristiche costituiscono un interessante spunto di conoscenza di questo patrimonio industriale. In particolare vengono analizate e descritte le caratteristiche salienti dal punto di vista architettonico, formale, funzionale e costruttivo delle tre centrali: di Malnisio, di Giais e del Partidor. Lo studio di questi emblematici manufatti, considerati nel sistema delle infrastrutture in correlazione alle “vie d’acqua”, consente di collocarli nella logica dei fenomeni insediativi e produttivi, ma di re-interpretarli in chiave moderna con possibili recuperi proiettati alle esigenze e funzioni attualizzate.