Il presente articolo prende lo spunto da una pluricen¬tenaria pubblicazione americana utilizzata in Marina, The American Practical Navigator di Nathaniel Bowditch, per ap¬profondire una suggestiva pagina di storia della navigazione, che riguarda in particolare la determinazione della longitu¬dine in mare aperto. Conoscere la posizione della nave è in¬fatti il primo presupposto per la sicurezza in mare e il pieno controllo della navigazione rappresenta una questione es¬senziale dal punto di vista strategico e geopolitico per una nazione che voglia essere una potenza politico-militare ed economica. La prima edizione del testo di Bowditch risale ad un periodo (inizio del XIX secolo), nel quale l’evoluzione tecnica dei cronometri marini avrebbe potuto (cronologica¬mente), soppiantare la navigazione basata sull’osservazio¬ne del movimento degli astri nella volta celeste. Il testo di Bowditch insegnava invece a ricavare la longitudine in mare proprio con i cosiddetti “metodi celesti”. Esso ebbe un gran¬de successo in Marina (specialmente quella del nuovo mon¬do), tanto da divenire parte della strumentazione considera¬ta indispensabile per la navigazione, al pari della bussola o del sestante. Gli Autori partono da questa apparente incon¬gruenza temporale e si propongono di analizzarla sulla base di elementi storico-geografici ed economici, nonché tecno¬logici. Spesso esiste infatti una certa viscosità nella pronta e completa adozione di strumenti tecnologicamente nuovi; questo fenomeno si verificò anche nel caso del cronometro marino, principalmente per motivazioni economiche. Dopo una breve disamina del problema della longitudi¬ne in mare e dei principali metodi per risolverlo, si presenta l’opera di Bowditch e la sua evoluzione fino ai giorni nostri; l’analisi tecnico-storica del cronometro marino, dai tempi del Longitude Act (1714) ad oggi, permette di evidenziare gli stretti legami e le importanti valenze strategiche, tecnologi¬che ed economiche dei due strumenti, il cui contributo alle scienze della navigazione (e non solo) risulta degno di consi¬derazione e riflessione anche ai nostri giorni.