La produzione storiografica del giovane storico P.S. Leicht nel primo decennio del '900 dimostra, negli studi relativi alla storia della società friulana nella prima età moderna, un’attenzione particolare rivolta alla storia sociale, ai contrasti fra popolani e borghesi in città e tra feudatari e contadini nelle campagne. In questo quadro (che riflette le suggestioni politiche dell’età giolittiana) Venezia appare come uno Stato forte, capace di riportare l’ordine dopo le rivolte, ma anche di soddisfare le più elementari esigenze contadine con tempestive riforme. Però con l’avvicinarsi della prima guerra mondiale, l’interpretazione del ruolo di Venezia nella storia friulana è sempre più condizionata dall’ispirazione irredentistica di Leicht: Venezia è considerata garante dell’italianità del Friuli. Nel 1923 Leicht aderisce al partito fascista assieme ad altri liberalconservatori e pubblica una Breve storia del Friuli, che, senza rinnegare i suoi precedenti studi di storia sociale, riflette però la sua ideologia politica nella fase di passaggio dall’irredentismo al fascismo.