Mentre c’è chi si ostina a proclamare che “la scienza non è democratica” e che è patrimonio di
pochi eletti, la realtà dei fatti procede su una strada diversa e vede la sempre maggiore diffusione
della cosiddetta citizen science, ovvero la scienza fatta dai cittadini.
L’attività di osservazione e raccolta dati è oggi davvero alla portata di tutti, grazie agli strumenti
tecnologici e di condivisione delle informazioni, che permettono a chiunque di contribuire
attivamente alla ricerca di base e applicata.
In particolare, sta assumendo oggi un ruolo sempre più determinante la partecipazione attiva e
volontaria dei cittadini nella ricerca e nello sviluppo di politiche ambientali a supporto dei decisori.
I cittadini, infatti, esprimono crescente interesse e preoccupazione per l’impatto umano
sull’ambiente che necessariamente comporta il peggioramento della qualità della vita. Attraverso
la loro partecipazione attiva in campagne e progetti di citizen science (da ora CS), i cittadini
accrescono, dunque, la conoscenza del territorio in cui abitano e stimolano le agenzie di controllo
ambientale ad effettuare monitoraggi più estesi e accurati. I dati prodotti, messi a disposizione
della comunità attraverso internet, vanno ad arricchire la gamma dei cosiddetti open data.
La CS, tuttavia, non è esente da critiche e problematiche. Dal punto di vista degli scienziati
utilizzare dati reperiti attraverso il pubblico laico è rischioso e fa emergere il problema della
qualità e validazione del dato. Dall’altra parte, perché si possa parlare davvero di scienza dei
cittadini, è necessario che i non professionisti ricevano qualcosa di tangibile come compenso per il
loro apporto. Un terzo problema riguarda la dimensione etica della proprietà del dato: i membri
del gruppo diventano co-produttori delle informazioni, co-proprietari dei dati, si pone allora la
questione del diritto di autore e della titolarità del dato. Un’ultima criticità riguarda la valutazione
dei progetti di CS: innanzitutto è importante riuscire a definire dei criteri standard che individuino
ciò che è un progetto di CS da ciò che non lo è e, secondariamente, è fondamentale impostare un processo valutativo per misurare l’efficacia del progetto. Molto spesso la valutazione non viene
effettuata per mancanza di fondi o di tempo, creando, tuttavia, un vuoto informativo circa le
possibili azioni di miglioramento da mettere in campo...