La tesi si propone di mostrare il valore euristico della fotografia, muovendosi in un’ottica interdisciplinare e applicando un metodo interpretativo ispirato al decostruzionismo francese.
La ricerca prende spunto dall’uso psicoterapeutico della fotografia, si occupa dell’utilizzo della foto nel testo filosofico e indaga, a titolo di confronto, i rapporti tra fotografia e cecità.
Sono analizzate le opere di tre autori francesi del Novecento (Georges Didi-Huberman, Roland Barthes e Jacques Derrida) e i corrispondenti stili di composizione concettuale e materiale caratterizzati dalla sinergia tra testo e immagini.