L’essere-trasposto dell’uomo in altro, condizione originariamente essenziale, può riguardare anche la dimensione inorganica, che sembrerebbe chiusa a questa possibilità. Ma l’inorganico, sebbene capace di prestazioni quantitativamente superiori all’umano anche nell’ambito della soluzione di questioni teoriche, resta privo della facoltà di formulare problemi, manifestando in tal modo una affinità con l’istinto, che si muove nell’ambito della necessità, anziché con l’intelligenza, la cui dimensione è quella della libertà.