Dal Daily Mail a James Joyce, passando per Shakespeare: prime note sulle reminiscenze letterario/culturali all’origine dei testi delle canzoni dei Beatles
La carriera dei Beatles è costellata di canzoni indimenticabili:
da She loves you a Yesterday, da Michelle ad
Eleonor Rigby, da Paperback writer a All You Need
is Love, da I’m the walrus a Get Back, la cui musica è
da sempre oggetto di analisi e studio, decisamente meno
lo sono state le parole, versi che spesso hanno tratto
spunto dalle pagine del Times e dall’elenco del telefono,
dalle lapidi di un cimitero e dalle insegne di un negozio,
dal verbale di una multa o dalla cartella delle tasse.
Versi, e qui sta la novità di questo contributo, che hanno
trovato ispirazione, magari inconscia, in alcuni classici
poeti della letteratura britannica: William Wordsworth
e S. Taylor Coleridge, Lewis Carroll ed Edward Lear, James
Joice e William Shakespeare; così come in alcuni
maestri del pensiero filosofico, da Sartre a Lao Tzu.
L’articolo cerca così di approfondire proprio queste fonti di ispirazione più nobili e mette insieme i Beatles e William
Shakespeare, accosta Paul McCartney a William
Wordsworth e S. Taylor Coleridge, i padri del romanticismo
britannico, John Lennon a James Joyce ed Edward
Lear, geniali interpreti della lingua inglese, ma anche a
Timothy Leary, il guru dell’LSD; George Harrison a Jean
Paul Sartre, il teorico dell’esistenzialismo, e Lao Tzu, maestro
del pensiero orientale. E Ringo, si chiederà qualcuno?
Beh, Ringo suonava, e bene, la batteria.