L'esame dei 'primi passi' di Croce, il confronto con i temi successivamente
sviluppati, l'imprevista presenza di motivi definiti generalmente
"tardi" (il 'vitale' in rapporto all'economia e alla politica, ad
esempio), procurano incertezza e consigliano di rivedere la vicenda
della sua formazione intellettuale.
Garin alimenta ulteriormente le perplessità quando indica nel pensiero
di Croce la costanza di 'uno iato, un dissidio segreto, fra una ricchissima
analisi di settori vastissimi dell'esperienza e della cultura
umana, e il sistema; fissato in quel primo decennio del secolo, ricondotto
genealogicamente a Vico, De Sanctis e Hegel, e non mai oltrepassato
del tutto.' All'Eden futuro, che magicamente sorgerebbe dalla storia, non si
può credere. Ma al compito filosofico di creare qualche frammento di
felicità nella vita degli uomini e degli Stati, sì.